venerdì 25 febbraio 2011

Le cose peggioreranno

Luigi Granata è un pasticcere, da 10 anni Maristella, la sua pasticceria, è in piazza ma quest’attività ha una storia molto più lunga: esisteva già nel 1976.
Cosa ne pensa della nuova area commerciale?
"Di certo non è una buona mossa per il paese. Purtroppo certe cose non si riescono ad evitare e quindi si vedrà cosa succederà con questa nuova area. Come commerciante ovviamente non sono tranquillissimo: tutte le novità di questo genere portano preoccupazione; la curiosità, giustamente, porta le persone a provare il nuovo". 
È stato detto che gli edifici dell’area commerciale possono essere un’alternativa di collocazione per i commercianti rivoltani, ha valutato quest’ipotesi?
"Un commerciante non può spostarsi in continuazione. Quando si avvia un’attività si ha una visione a lungo termine dei propri affari, trasferirsi non è semplicissimo! Non si può pensare di seguire ogni nuovo 'polo', altrimenti bisognerebbe spostarsi in continuazione".
Come vede trasformato il centro di Rivolta con la realizzazione di questo progetto?
"Sappiamo tutti che molti negozi del paese già soffrono: la gente si muove, va dove ha più scelta. Ovviamente una realtà del genere non migliorerà le cose, anzi! Come ho detto prima la curiosità porterà la clientela rivoltana a provare la novità".
La sua opinione sui soldi che saranno investiti per l'urbanizzazione?
"Mi sembra una cosa strana, se fosse così ovviamente non sarei assolutamente d’accordo! Mi sembra talmente strano che vorrei documentarmi molto bene su questa cosa prima di emettere giudizio".

di Luigi Granata

Più parcheggi per il centro storico

Caterina Fregoni A 27 anni. Ha lavorato per otto anni come apprendista presso il negozio di parrucchiera “Nessun diavolo per capello”. Da tre anni ha rilevato l’attività.
Cosa pensa della realizzazione della nuova area commerciale a Rivolta? Come commerciante è in pensiero per la sua attività?
"Personalmente preferirei non nascesse una nuova area commerciale, anche se non sono preoccupata per la mia attività. Se dovesse aprire un nuovo parrucchiere l’unica cosa che potrebbe spingere i cittadini rivoltani nella nuova zona sarebbe forse la maggiore disponibilità di parcheggi. Va detto però che la mia è una clientela fidelizzata e costruita su ottimi rapporti personali, e questo mi fa stare tranquilla".
Ha valutato la possibilità di trasferirsi nella nuova area?
"No, proprio per il fatto di avere una clientela abitudinaria, molto legata al mio negozio anche grazie alla mia precedente titolare, la 'Pinu', che ha gestito l’attività per oltre trent’anni".
Come vede trasformato il centro di Rivolta con questo progetto?
"Penso che numerose attività del centro storico siano destinate a morire, causa la concorrenza in termini di prezzi e la maggiore disponibilità di parcheggi che la nuova area commerciale offrirebbe".
Il progetto c'è, noi vorremmo essere costruttivi, non solo critici: in qualità di commerciante ha qualche suggerimento per una buona utilizzazione dell'area?
"Suggerimenti per il nuovo progetto non ne ho. Posso però proporre, al fine di favorire il commercio nel centro storico di Rivolta, la realizzazione di nuovi parcheggi che permettano alla cittadinanza di accedere alle vie centrali in maniera più agevole".

di Caterina Fregoni

Un pericolo ma anche un'occasione

Massimo Arosio, ex titolare della Faster, tre anni fa ha rilevato il marchio Tepa e inaugurato un outlet di calzature sportive in via Arte e Mestieri.
Cosa pensa della realizzazione della nuova area commerciale a Rivolta? Come commerciante è in pensiero per la sua attività?
"È logico che per le prospettive di sviluppo della mia attività tale ipotesi non mi spaventa, non fosse altro perché la nuova area commerciale sorgerebbe proprio sul lato opposto della strada Rivoltana rispetto al mio negozio".
Come vede trasformato il centro di Rivolta con questo progetto?
"Per qualche attività potrebbe costituire delle difficoltà, è indubbio, però penso che la comunità rivoltana debba saper cogliere al volo l’occasione. Rivolta è da sempre una fiorente realtà imprenditoriale e la nuova area commerciale potrebbe aprire le porte per un nuovo indotto economico".

di Massimo Arosio

martedì 8 febbraio 2011

Poche luci e tante ombre, e a rimetterci sono soltanto i cittadini

L’attuale amministrazione ha individuato, a nord del paese nell’area della cascina Colombarolo - tra il locale “KO” e la stazione di servizio AGIP - un'area commerciale che occupa circa 60.000 mq. C’è da aggiungere che l’area prevista era circa il doppio, ma che solo grazie alla opposizione della Provincia di Cremona con Torchio e Alloni, prima delle ultime elezioni, l’area è stata ridimensionata, anche se, come evidenziato dalle dimensioni, è ancora molto grande se proporzionata su un comune delle nostre dimensioni.
I consiglieri comunali di opposizione hanno fatto un ricorso al TAR, insieme alla Provincia di Cremona, al fine di bloccare questo insediamento commerciale. Recentemente, con la nuova Amministrazione Provinciale presieduta da Salini, il Comune di Rivolta d’Adda ha però raggiunto un accordo che prevede che la Provincia ritiri il ricorso al Tar e consenta pertanto al Comune di realizzare l’insediamento di questa area commerciale.
Ma di cosa stiamo parlando? E quale saranno le ripercussioni per Rivolta d'Adda?
Stiamo parlando di circa 60.000 (59.987,07) metri quadrati di terreno agricolo trasformato in commerciale. Di questi 22.000 sono di parcheggi, altrettanti 22.000 di edifici commerciali con 15.000 metri quadrati di superficie dedicata alla vendita.
Sembra (il condizionale è d’obbligo visto che la nostra amministrazione è molto restia a fornire informazioni dettagliate) che 1.500 mq dei 15.000 (un decimo) siano già stati acquistati da un supermercato di una grande catena di distribuzione operante in Italia. Per capirne le dimensioni, stiamo parlando di una struttura che sulla carta ha una dimensione pari 2 volte e mezzo le dimensioni dell’attuale U2 o del nuovo Carrefur che sono entrambi di circa 600 mq.
E soprattutto stiamo parlando di una superficie di appena un decimo dei negozi che verranno realizzati, che però è già più grande di tutti i nostri supermercati (compreso l’LD) già esistenti messi assieme. Restano gli altri nove decimi che verranno occupati da altre attività commerciali: che difficilmente potranno essere “controllati” dal Comune ma che andranno ad appannaggio di quei settori merceologici che avranno più forza economica. Scarpe, vestiti, prodotti farmaceutici, elettronici, fai da te, lavanderie, bar, panetterie, pizzerie, articoli da regalo, gelaterie, elettrodomestici e tutto quanto altro sappiamo ormai si può trovare nei centri commerciali.
L’Amministrazione Comunale ha rimarcato che non si tratterà di un unico grande edificio ma che tutti questi negozi verranno suddivisi in quattro edifici di dimensioni ovviamente inferiori. Francamente non capisco dove sia la differenza.
Questo progetto rappresenta quindi una grande opportunità per noi cittadini?
La possibilità di andare in un centro commerciale in cinque minuti anziché in un quarto d’ora non è un punto a favore... Uno dei possibili vantaggi per la nostra comunità potrebbe derivare dagli oneri di urbanizzazione che gli imprenditori dovrebbero versare nelle casse comunali per poter realizzare questo intervento, circa 5 milioni di euro.
E qui entriamo nei lati negativi. Peccato, infatti, che circa 4 milioni di euro saranno investiti in opere infrastrutturali per consentire un agevole accesso al Centro Commerciale. I cittadini rivoltani, insomma, dovranno devolvere 4 milioni di euro dei loro soldi per agevolare il corretto funzionamento di questo centro commerciale!
Forse questi soldi sarebbero dovuti essere spesi dagli imprenditori, visto che poi gli incassi li fanno loro, o dalla Provincia di Cremona, visto che la strada è  Provinciale.
E poi 4 milioni di euro per un sottopassaggio, una nuova rotatoria e per sistemare le due esistenti, quando il traffico sarà sempre più congestionato e quando l’eventuale utilità di questo centro sarà soprattutto a vantaggio non dei rivoltani ma di coloro che transitano sulla Rivoltana. Con 4 milioni di euro, sempre ammesso che si fosse voluto realizzare questo centro commerciale, si sarebbero potuti realizzare: la nuova scuola materna, un nuovo palazzetto dello sport, un nuovo campo da calcio e sarebbero avanzati anche soldi per riasfaltare le strade dissestate del centro abitato.
Un grande impatto negativo questa nuova area commerciale l’avrà anche sul tessuto economico, commerciale e sociale della nostra comunità. I nostri negozianti locali dovranno affrontare una ulteriore riduzione del giro di affari dovuto alla inevitabile crescita dell’offerta. Non saranno in realtà i prezzi a diminuire perché già oggi, nel settore degli articoli di consumo e di prima necessità, la concorrenza è spietata e sono disponibili a tutti le alternative meno onerose.
Basti come esempio la presenza di 3 supermercati in un paese come Rivolta. Non è credibile che arrivandone un quarto i prezzi possano ulteriormente diminuire: l’unica variante sarà la diminuzione del fatturato degli esistenti (e non solo dei supermercati!) per controbilanciare l’apertura del nuovo. Ma per contro, sono destinati a chiudere molti negozi del centro storico che oltre ad offrire una opportunità commerciale, garantiscono anche una indispensabile funzione sociale e che offrono ai cittadini che non possono, o non vogliono, spostarsi in auto la possibilità di acquistare i beni di prima necessità.
Nei prossimi anni avremo certo un maggiore introito di ICI e di IRPEF ma magari avremo dei maggiori oneri per sostenere le necessità degli anziani e dei diversamente abili. Speriamo di avere una positiva ricaduta occupazionale ma sicuramente avremo un aggravio nel traffico e nell’inquinamento relativo.
E, soprattutto, sarebbe stato corretto che la cittadinanza avesse scelto se fare o no questa area commerciale. Di questo intervento non vi era traccia nel programma presentato dall’attuale amministrazione 5 anni fa e tutto è stato realizzato senza nessuna consultazione popolare. È tutto da valutare, poi, chi ha tratto e trarrà vantaggio da questo investimento immobiliare. 

di Milo Carera

lunedì 7 febbraio 2011

Le nostre iniziative. Commercio e Associazioni: ecco cosa stiamo facendo

Eccoci arrivati al secondo numero. Il primo vero e proprio, in realtà, dopo il numero "zero" che abbiamo distribuito poco prima di Natale. Dopo la presentazione del nostro progetto civico - RIVOLTIAMO - in una notte buia e innevata che non ha però intimorito i molti rivoltani che si sono comunque presentati all'appello - iniziativa che alcuni hanno velenosamente definito "di marketing" (e, temo, siamo solo all'inizio), ma del resto quando non si hanno argomenti percontrobattere, la derisione o l'offesa sono l'arma più semplice... - andiamo avanti. Convinti dellenostre scelte continuiamo, infatti, nella definizione del programma elettorale che presenteremo alla cittadinanza a ridosso delle elezioni. Abbiamo deciso di muoverci con anticipo per presentare nel modo più completo le nostre idee, per farci conoscere il più possibile e per accogliere tutti coloro che desiderano contribuire al bene della nostra comunità attraverso RIVOLTIAMO. Il nostro progetto prevede di incontrare tutte le Associazioni Rivoltane, riunite magari per settori comuni (Sport, Sociale, Cultura, Settore Tecnico ed Edilizia, Agricoltura, Industria e Artigianato, Commercio e Istruzione) e in piccoli gruppi, così da raccogliere i loro suggerimenti, ascoltarne le necessità e al tempo stesso proporre da subito alcune nostre idee. Alle riunioni parteciperà una nostra rappresentanza composta da me, da alcuni giovani che hanno partecipato ai gruppi di lavoro di RIVOLTIAMO (ricordo che i gruppi interessavano quattro aree: Sociale, Tecnica, Culturale, Ambiente) e da un componente di provata esperienza amministrativa. Ho sempre sostenuto, e l'ho sottolineato anche la sera della nostra prima uscita pubblica, che accanto a chi vuole imparare e crescere ci saranno persone esperte che fungeranno da punto di riferimento sia per il candidato sindaco - che non può essere supportato solo da nuove persone prive di preparazione amministrativa specifica - sia per chi è alla prima esperienza amministrativa, per permettergli poi di assumere in tempi anche rapidi le responsabilità che più lo interessano. Solo dalla fusione di queste due componenti, senza prevaricazioni e senza personalismi, può uscire un gruppo compatto in grado di gestire da subito una macchina così complessa come quella dell'amministrazione comunale. Questa mia posizione, all'interno del gruppo è stata completamente recepita e condivisa.Ma torniamo al nostro giornale: abbiamo deciso di strutturare i tre-quattro numeri che usciranno da qui alle elezioni in un modo chiaro e ben comprensibile: un articolo di inquadramento generale firmato da me, alcuni articoli di approfondimento di una tematica particolarmente importante che riteniamo possa stare a cuore ai cittadini e infine alcune testimonianze di appoggio al nostro gruppo, in modo che chi legge sappia quali sono le persone, con nome e cognome, che aderiscono e collaborano al progetto oppure semplicemente trovano l'idea della lista civica una proposta condivisibile e, mi auguro, da premiare con il proprio voto.In questo numero, quindi, si parlerà della scelta fatta dall'attuale amministrazione di individuare una enorme area commerciale dall'altro lato della strada "rivoltana", tra il locale "OK" e il rondò per Cassano - Pandino - Arzago, con la malaugurata decisione di costruire un terzo rondò fra i due esistenti e già causa di gravi rallentamenti del traffico per Milano. Non voglio entrare più di tanto nel merito sovrapponendomi a quello che poi espone nel suo articolo l'ingegner Milo Carera, ma una considerazione la devo fare: era proprio necessaria un'area così vasta, certamente sproporzionata per Rivolta e che comporterà, dato che l'unico edificio che crescerà a breve sarà un altro supermercato, un grosso problema per tutti i nostri commercianti? Certo, i comunicati riparatori pubblicati anche recentemente dai nostri amministratori parlano di edifici integrati nel paesaggio, di enormi vantaggi per il nostro paese, di risoluzione della viabilità e della possibilità di inserimento non solo di attività commerciali, ma anche del settore terziario, cioè uffici e sedi di professionisti. Ma la verità al momento è che il primo edificio che verrà costruito sarà un supermercato.
Ce n'era proprio bisogno? Personalmente poi io non condivido e metto in discussione soprattutto il metodo con cui questa scelta è stata fatta, senza coordinarsi con i paesi vicini e con le associazioni provinciali dei commercianti andando tra l'altro in collisione con la Provincia, costretta poi a presentare un ricorso al TAR sulle scelte effettuate dai nostri attuali amministratori nel PGT da loro approvato, in contrasto con la programmazione provinciale del territorio. Un ricorso che, anche se poi tutto è finito in nulla, come se tutto fosse stato legato a una sorta di sceneggiata, è costato però alle nostre casse ben 20mila euro. Curioso come le nostre risorse siano scarse o inesistenti in determinate occasioni e poi improvvisamente, e in tante occasioni quantomeno discutibili, diventino invece facili da trovare.Non vado oltre, è inutile recriminare.
Certamente da parte nostra ci sarà grande attenzione su queste scelte che non esito a definire azzardate, fatte dai nostri attuali amministratori.Nel prossimo numero si parlerà invece di scuola materna che come sapete per noi, ma per Rivolta d'Adda prima di tutto, è una assoluta priorità.
Dobbiamo trovare il modo di offrire ai nostri bambini spazi educativi adeguati.
Non è possibile continuare a "rubare" spazio all'interno della vecchia struttura esistente (già con un rapporto verde/bambini sottodimensionato) senza pensare, anche alla luce della grande previsione di crescita demografica fatta dal Piano di Governo del Territorio approvato dall'attuale Amministrazione, di individuare una nuova area e soprattutto le risorse per costruire la struttura. Forse la vera priorità in termini di servizi per Rivolta era questa.Questi sono gli spunti su cui vorremmo proporvi di ragionare, e su cui spero avremo tempo di parlare. Per ora penso che sia ancora possibile augurare a tutti i nostri concittadini un buon 2011 e un invito a leggere queste poche pagine.

di Fabio Calvi

martedì 1 febbraio 2011

Cambiare, diciamo

L’idea di mettere in ordine qualche pensiero relativo al nostro gruppo civico corrisponde, almeno per un esordiente come me, all’idea di mettere in ordine qualche pensiero relativo al senso complessivo dell’attività politica.
Significa, insomma, riflettere su che cosa sia la politica, attraverso quali mezzi sia giusto farla e per il conseguimento di quali risultati sia utile impegnarsi. Secondo me, la risposta più convincente a questi interrogativi è, sciaguratamente, anche quella che rischia di suscitare il maggior numero di reazioni accondiscendenti e di sorrisetti cinici: avere care le sorti del mondo, e provare a migliorarlo. In ultima e razionale analisi, credo che la politica sia questo, e nient’altro: migliorare il mondo.
Tuttavia, dato che il mondo è notoriamente un posto molto affollato e ancor più complesso, un singolo individuo può realisticamente pensare di migliorarne una parte. Per esempio, un Comune. Per esempio, Rivolta d’Adda.
I motivi per cui ho deciso di impegnarmi nella collaborazione con il gruppo RIVOLTIAMO dovrebbero essere sufficientemente chiari, a questo punto. Penso che al suo interno ci siano persone di spessore, valide ed equilibrate. E penso che all’interno di questo gruppo si sia iniziato a parlare adeguatamente sulle possibilità di concreto miglioramento di Rivolta dal punto di vista urbanistico, sociale e ambientale.
Penso infine che migliorare il mondo significhi pensare a lungo termine. Nella fattispecie, penso che significhi preparare i giovani (espressione a cui ricorro a malincuore e in ragione della sua comodità, certo non della sua chiarezza) al tempo in cui saranno necessariamente chiamati ad amministrare e governare.
Quasi sempre i giovani sentono un’esigenza di cambiamento, un po’ perché è nella loro inclinazione, un po’ perché difficilmente il mondo che abitano somiglia a loro.
La mia fiducia e il mio impegno nel progetto della lista RIVOLTIAMO si spiegano anche sotto questa luce, che naturalmente non è limitata a un banale fatto anagrafico. Penso che all’interno di questa lista ci sia la volontà di cambiare il povero e sterile rapporto che i giovani rivoltani intrattengono con l’amministrazione del potere.
Ritengo necessaria la costruzione di una palestra politica in cui chi sta muovendo i suoi primi passi sulla scena possa ritagliarsi uno spazio autonomo di confronto diretto con la cosiddetta attività sul territorio, e che grazie a questo confronto ne possa comprendere i meccanismi e le logiche.
E credo che la palestra migliore sia l’impegno diretto e partecipato che ciascuno può mettere a disposizione. Mi auguro che in questo modo si creino le condizioni necessarie perché i giovani possano accedere a incarichi di responsabilità, e a occuparli con competenze solide e capacità comprovate.
Perché le cose non cambiano, finché qualcuno non le cambia.
Noi ci stiamo provando, e ci piacerebbe riuscire a dimostrarlo.

Una soluzione auspicabile per Rivolta - Intervista a Giancarlo Foglio

Nel nostro progetto di avvicinamento e coinvolgimento della cittadinanza, abbiamo incontrato Giancarlo Foglio. Amministratore per molti anni di un’importante azienda, allenatore della squadra di basket “Il Momento”, Giancarlo è apparso interessato alla nostra proposta e ha accettato di rispondere ad alcune domande.
Ci stiamo avvicinando alle elezioni, considerando l’operato dell’attuale giunta, trova auspicabile un cambiamento nell’amministrazione rivoltana?
È difficile rispondere a questa domanda, bisognerebbe conoscere i motivi che hanno portato a determinate scelte. Credo che in un paese come Rivolta non conta essere di centro, di destra o di sinistra; conta essere buoni amministratori. In un paese amministrare significa comprendere le esigenze della comunità e andargli incontro. Ci sono diversi modi per risolvere i problemi e ci sono diverse opinioni che portano a determinate scelte. Noi cittadini abbiamo come unico mezzo per valutare le diverse liste, il programma elettorale.
Sarebbe favorevole ad una lista basata sulle persone e non sui partiti?
Assolutamente favorevole. Una lista di persone che abbiano l’obiettivo di soddisfare i cittadini è la soluzione più auspicabile per Rivolta. Quando entrano in gioco gli interessi politici, e questo avviene quando i partiti sono protagonisti nella gestione del paese, le necessità della comunità passano in secondo piano, dando la priorità ad interessi lontani dai problemi dei cittadini.
A Rivolta in particolare credo che serva un cambiamento, servono persone nuove, capaci, competenti e con idee “giovani”. D’altro canto credo che una lista interamente, o per la maggior parte, formata da giovani non sia una buona soluzione. Ho notato, occupandomi dello sport rivoltano, che i ragazzi hanno in genere un grande entusiasmo ma poca esperienza, hanno quindi bisogno di persone preparate con cui confrontarsi per poter fare le scelte migliori, in una realtà complicata come la gestione del paese, e per evitare che, di fronte alle difficoltà, venga meno anche il loro entusiasmo.
A proposito di persone, come lei sa, è già stato scelto come candidato sindaco per RIVOLTIAMO il Dottor Fabio Calvi. Qual è la sua opinione?
Ritengo che Fabio Calvi, come molti altri, abbia le possibilità per fare un buon lavoro, ma a una condizione: che sia accompagnato da un team affiatato e preparato. Il sindaco da solo non può affrontare e risolvere tutti i problemi di un paese: gli assessori, i consiglieri, i responsabili degli uffici comunali, il segretario comunale devono essere scelti, dove possibile, con molta cura. A questo proposito mi permetto di darvi un consiglio. Apprezzo la vostra idea di contattare già da ora i cittadini per raccogliere idee e opinioni, e credo che questo sia un approccio che andrebbe studiato per poter essere sfruttato ora nella stesura del programma elettorale, ma anche, eventualmente, come metodo di governo del paese.
A mio parere bisognerebbe mettere in pista piccoli gruppi di lavoro che affrontino con attenzione un singolo problema alla volta, in modo tale da poterlo analizzare con molta attenzione, interfacciandosi direttamente anche con i cittadini, per giungere ad una soluzione che sia il più esaustiva possibile.
Ottimo spunto da sviluppare. Il gruppo RIVOLTIAMO ha iniziato a lavorare diviso per aree di lavoro, ma sicuramente arrivare ad una suddivisione ancor più particolare porterebbe grandi miglioramenti. Le chiediamo, proprio in merito al programma elettorale, quali sono le sue aspettative, cosa vorrebbe veder proposto dai candidati?
Prima di tutto, lavorando nello sport, ritengo che un nuovo palazzetto sarebbe utile. Sono moltissimi i bambini e i ragazzi che lo sfrutterebbero! Inoltre sarebbe una struttura mutevole, in grado di ospitare altri eventi al di fuori da quelli sportivi, con una spesa che sarebbe pari o minore a quella necessaria per il grande centro polifunzionale voluto dall’attuale amministrazione. Poi ci sono i grandi problemi ben noti a tutti: la necessità di una nuova scuola materna e il miglioramento del trasporto pubblico soprattutto verso Treviglio!
Ma credo che, a Rivolta, la gente voglia vedere soddisfatti i piccoli problemi. Certo l’asilo o il palazzetto sono necessari, ma è necessario anche garantire ordine, pulizia, sicurezza.
La gente vuole poter vivere il paese! E non servono grandi sforzi per accontentare i cittadini. Basta riparare le strade dove serve, continuare e migliorare le iniziative delle “notti bianche” estive… Ma per queste iniziative di intrattenimento non serve chiamare gente da fuori: bisogna coinvolgere tutte le associazioni rivoltane, perché sono loro che creano interesse. Sapete meglio di me che le risorse sono quel che sono, dovete stare attenti a capire quali sono le priorità a Rivolta!
Un’ultima domanda: nonostante appaia interessato alla lista civica che si sta ben delineando, ha comunque qualche perplessità, o ha qualche riserva in generale sull’atteggiamento delle precedenti amministrazioni?
Ciò che non vorrei vedere è l’accanimento contro l’attuale amministrazione, ed il suo operato, sia in “campagna elettorale” sia dopo una eventuale vittoria.
Voglio vedere una comunicazione positiva e propositiva. Quarant’anni fa facevamo un giornalino che stampavamo in oratorio a ciclostile.
Aveva un’uscita più o meno settimanale, era un impegno faticoso ma divertente! L’ultima pagina di questo giornalino era dedicata a delle brevissime notizie sui problemi del paese, problemi semplici come la buca in via Tal dei Tali o il lampione spento in piazza, non c’erano critiche o attacchi, ma la semplice constatazione dei problemi. La politica non era contemplata, si voleva solo il bene di Rivolta.
E mi ricordo che, come per incanto, le piccole cose venivano risolte nel più breve tempo possibile, con la soddisfazione di tutti.

Possiamo migliorare i servizi

Mi chiamo Paolo Pavesi, ho 27 anni e ho rilevato un’attività commerciale a Rivolta d’Adda.
Il colorificio che gestisco si trova proprio di fronte a casa mia. Per diversi anni ho lavorato fuori dal paese ma ora tutte le mie principali attività, dal lavoro ai miei hobby, si svolgono qui. Ciò ha rafforzato il rapporto che ho con la città, che adoro. Pur essendo molto vicina a una grande realtà urbana come Milano, Rivolta è unica perché è ancora facile sentir parlare molti dei suoi cittadini in dialetto. E non solo gli anziani… Penso che questo rappresenti un forte collante per la comunità, a cui dedico molti sforzi.
Uno di questi è l’essere volontario, da quasi dieci anni ormai, presso la Croce Bianca. Sono molto fiero di far parte di questo gruppo affiatato e ben organizzato, perché esempi di questo tipo fortificano il senso di appartenenza e di rispetto verso gli altri. Di Rivolta amo molti dei suoi luoghi, uno dei quali è sicuramente il viale del Ponte Vecchio, dove è bello trovarsi nella stagione calda e trascorrere piacevoli serate con gli amici.
Magari si potrebbe migliorare qualcosa, come correggere la viabilità un po’ caotica o creare nuovi servizi. Ancora, mi piacerebbe che l’ospedale fosse potenziato, visti gli spazi a disposizione.

di Paolo Pavesi

Più scambio tra eletti e cittadini

Mi chiamo Marco Seragni, ho 26 anni e lavoro al Molino. Vivo e lavoro a Rivolta da sempre, la maggior parte dei miei amici abita qui e difficilmente potrò allontanarmi da questo luogo. La mia famiglia conduce un’importante attività imprenditoriale e a lei devo moltissimo. Certo, Rivolta non è un grande paese ma proprio per questo è facile conoscersi e, di conseguenza,  vivere quel clima familiare tipico delle piccole comunità. A me piace così. Se dovessi trovare qualche difetto direi che in questi ultimi anni si sta costruendo troppo.
Non vorrei che questa espansione smisurata finisse per compromettere un ambiente così socievole. Vorrei, inoltre, che tra l’amministrazione e i cittadini si creasse un rapporto di maggiore scambio e cordialità.
Penso che a trarne giovamento sarebbero tutti, dalla polizia locale agli operatori ecologici, fino a noi cittadini. Per questo motivo spero che l’esperienza di una lista civica attenta alle esigenze di tutti, senza distinzioni politiche o sociali, possa portare una ventata di positività.

di Marco Seragni